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Cleistocactus

I Cleistocactus sono piante che provengono dal sudamerica, dal fusto eretto e longilineo che si ramifica alla base e che può raggiungere un’altezza fino a circa 2 metri.
Sono dotati di numerose coste (di solito 25) ricoperte da spine molto fitte e sottile.

I fiori spuntano lateralmente dal fusto, vicino alla parte terminale, e sono a forma di tubo allungato e piegato verso il basso. Il tubo all’apice si restringe invece di allargarsi, e lascia fuoriuscire i filamenti degli stami lo stigma.
La fioritura compare solo negli esemplari adulti.

I Cleistocactus prediligono il sole diretto e vogliono molta luce; anche d’estate stanno bene in pieno sole. Di inverno però non sopporta temperature inferiori ai 10°C.
Nel periodo vegetativo possono essere fertilizzati con un concime a base di fosforo.

Il genere Cleistocactus comprende circa una decina di specie diverse; le più comunemente coltivate sono il Cleistocactus Strausii ed il Cleistocactus Baumannii.
Cleistocatus Strausii


Cleistocactus Baumannii

Piante Grasse, Cactus o Succulente?




Nel linguaggio di tutti i giorni solitamente tutti le piante dal fusto o dalle foglie carnose vengono definite come “piante grasse”, ma sarebbe più esatto dire che tutte le piante grasse sono delle succulente, ovvero sono ringonfie e quindi “ricche di succo”.
Di solito il rigonfiamento della pianta riguarda il fusto e le foglie, perciò le succulente si possono dividere i piante a fusto grasso (come i cactus) e piante a foglie grasse (ad esempio le crassulacee).

Le succulente per le loro caratteristiche sono davvero un mondo a parte: per la fioritura, per la loro resistenza, per il comportamento vegetativo e per molte altre caratteristiche peculiari..
Le succulente sono vegetali in grado di trattenere una grande quantità di acqua grazie a tessuti spugnosi, che costituiscono delle vere e proprie riserve di liquido in funzione del fabbisogno dell’organismo.
Ma come fanno le piante grasse nei periodi di siccità e nei climi più torridi a trattenere l’acqua così a lungo a ed evitare di seccare? Rispetto alle altre piante hanno ridotto il numero delle aperture stomatiche, ovvero quei minuscoli fori che permettono alle piante lo scambio gassoso con l’ambiente, e quindi riducendo la dispersione di vapore acqueo. E poiché questi fori sono presenti soprattutto nelle foglie, molte piante grasse hanno trasformato il proprio fogliame in spine, che hanno una superficie traspirante molto minore.
Alcune succulente prive di spine hanno ovviato al problema dell’evaporazione ricoprendo il fusto con sostanze cerose o con una fitta peluria.

È proprio la collocazione delle spine sul fusto che ci permette di fare una significativa classificazione: i cactus (ovvero le cactacee) sono quelle succulente dotate di spine.
Quello che caratterizza le cactacee è la presenza dell’areola: una sorta di cuscinetto circolare dal quale spuntano le spine, le setole, i nuovi rami, i fiori.
Tutte le piante grasse prive di questa caratteristica, anche se somiglianti nella forma, non possono essere considerate delle cactacee.

Cereus, ovvero il Saguaro, il Cactus del deserto




Una volta tutte le cactacee a fusto allungato e coste spinose venivano riunite in questo genere; successivamente molte piante vennero classificate in altri generi. Oggi il genere Cereus comprende circa una decina di cactus a fusto colonnare, con ramificazioni alla base o a candelabro, con poche coste bordate di spine e molto pronunciate.
I Cereus sono cactus provenienti dall’america centromeridionale. Da noi vivono bene all’aperto nelle aree dove il clima è mite e possono raggiungere anche gli 8-10 metri di altezza. Nei bellissimi giardini di Montecarlo vi sono alcuni esemplari anche più alti, celebri fin dai primi del ‘900.
Poiché sono piante resistenti e facilmente coltivabili i Creus sono spesso utilizzati come portainnesti.
I fiori si aprono durante la notte e sono molto grandi, a forma di imbuto e di color verde-rossiccio all’esterno e bianco all’interno.
I Cereus vanno coltivati in pieno sole; sopportano temperature anche basse, a patto che l’umidità sia moderata.
Si propagano per talea.

Cereus giganteus o “saguaro”

Originario del Messico e dell’Arizona, ribattezzato anche Carnegiea Gigantea, ma universalmente conosciuto come Saguaro, è un cactus gigantesco con fusto colonnare eretto che verso l’alto produce le tipiche ramificazioni a candelabro; per intenderci è il tipico cactus dei deserti americani che spesso si incontrano nei film western e nei cartoni animati.
Può arrivare anche a 15 metri di altezza ma ha una crescita lentissima: per raggiungere i primi 15 cm ci mette circa 10 anni, e per raggiungere la sua altezza massima può impiegare anche 150 anni. La fioritura comincia oltre i 40 anni.


Il fusto e i rami hanno da 12 a 30 coste con areole che portano 12 spine radiali e da 3 a 6 spine centrali lunghe fino a 7 centimetri.
I fiori sono grossi circa 10-12 centimetri, sono a forma di imbuto e si schiudono di notte. I furtti sono rossi, globosi e commestibili.

Cereus peruvianus


Nonostante il nome questo cactus è di origine brasiliana. È di color verde opaco, tendente al grigio-azzurro, con da 6 a 8 coste con spine di 2-5 cm. I fiori misurano circa 16 centimetri e sono leggermente profumati.
Esistono diverse forme “mostruose” di cereus Peruvianus: si tratta di un fenomeno di degenerazione del fusto (detto fasciazione) ancora perlopiù misterioso per i botanici, ma diventato molto comune e ricercato per l’aspetto particolare. Le coste infatti si presentano irregolari, interrotte, crestate e con protuberanze.

esemplare di Cereus Peruvianus mostruoso

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