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Come rinvasare le Piante Grasse
Per togliere le piante globose dal vaso si avvolge la parte esterna del vegetale con un foglio di giornale ripiegato, e tenendolo fermo si fa ruotare delicatamente il vaso, fino ad estrarre il pane di terra. Per facilitare l’operazione si può inumidire la terra e dare dei colpetti leggeri sulle pareti del vaso.
Se le piante sono a fusto lungo e magari un po’ esili si afferrano alla base (proteggendo le mani con carta di giornale o con i guanti) e si capovolge il vaso, quindi si batte leggermente l’orlo su un ripiano fino ad estrarre la terra.
Se ci sono radici troppo lunghe che restano attaccate all’interno del vaso e aggrovigliate, è meglio tagliarne la parte terminale. Dopo il rinvaso, per evitare che le radichette marciscano, è bene attendere qualche giorno prima di annaffiare le piante.
Una volta estratto il pane di terra va liberato dal terriccio vecchio e sfruttato con scosse leggere, quindi si osserva che non ci siano parassiti infestanti e si tolgono le radici morte. Prima di riporle in un nuovo vaso, si pulisce bene quest’ultimo dalla vecchia terra che può essere rimasta sulle parteti.
Se in quel vaso è precedentemente morta una pianta è bene scottare l’interno del contenitore con acqua bollente per evitare che rimangano dei residui parassitari.
Per alloggiare la nuova pianta si deve coprire il buco per il drenaggio dell’acqua sul fondo del vaso con un coccio rovesciato, quindi si distribuisce sul fondo uno strato di sabbia abbastanza grossa e poi uno strato di sabbia più fine.
Quindi aggiungiamo la nuova terra e piantiamo la pianta, che dovrebbe avere ancora le radici accolte nel pane di terra. Se il pane si fosse sgretolato allarghiamo le radici con delicatezza, e quindi interriamo fino al colletto della pianta senza farla sprofondare e cospargiamo la superficie con sassolini di sabbia grossa.
Ricordate che la terra deve rimanere un paio di centimetri sotto all’orlo del vaso e che prima di annaffiare bisogna aspettare due o tre giorno per permettere alle radici rotte o tagliate di rimarginarsi.
Se le piante sono a fusto lungo e magari un po’ esili si afferrano alla base (proteggendo le mani con carta di giornale o con i guanti) e si capovolge il vaso, quindi si batte leggermente l’orlo su un ripiano fino ad estrarre la terra.
Se ci sono radici troppo lunghe che restano attaccate all’interno del vaso e aggrovigliate, è meglio tagliarne la parte terminale. Dopo il rinvaso, per evitare che le radichette marciscano, è bene attendere qualche giorno prima di annaffiare le piante.
Una volta estratto il pane di terra va liberato dal terriccio vecchio e sfruttato con scosse leggere, quindi si osserva che non ci siano parassiti infestanti e si tolgono le radici morte. Prima di riporle in un nuovo vaso, si pulisce bene quest’ultimo dalla vecchia terra che può essere rimasta sulle parteti.
Se in quel vaso è precedentemente morta una pianta è bene scottare l’interno del contenitore con acqua bollente per evitare che rimangano dei residui parassitari.
Per alloggiare la nuova pianta si deve coprire il buco per il drenaggio dell’acqua sul fondo del vaso con un coccio rovesciato, quindi si distribuisce sul fondo uno strato di sabbia abbastanza grossa e poi uno strato di sabbia più fine.
Quindi aggiungiamo la nuova terra e piantiamo la pianta, che dovrebbe avere ancora le radici accolte nel pane di terra. Se il pane si fosse sgretolato allarghiamo le radici con delicatezza, e quindi interriamo fino al colletto della pianta senza farla sprofondare e cospargiamo la superficie con sassolini di sabbia grossa.
Ricordate che la terra deve rimanere un paio di centimetri sotto all’orlo del vaso e che prima di annaffiare bisogna aspettare due o tre giorno per permettere alle radici rotte o tagliate di rimarginarsi.
quando rinvasare le piante grasse
Rinvasare una pianta grassa vuol dire trovarle una migliore sistemazione, ricomporre il terriccio e osservare le radici, verificando che non siano infestate da parassiti.
Questa operazione dovrebbe essere fatta ogni anno o quasi, richiede una certa cura soprattutto se le piante sono contenute in vaso invece che in cassette.
La stagione ideale per il rinvaso è generalmente la primavera, in particolare il mese di marzo, anche se alcuni consigliano l’inverno e molto dipende anche dalla specie della pianta in questione.
Per sapere quando è il periodo giusto per rinvasare non ci sono regole ferree, ma possiamo tenere d’occhio alcuni fattori. Il principale è la dimensione del vaso, che se è diventato troppo piccolo è bene sostituire. Sempre osservando il vaso, se le radici escono dal buco sul fondo è tempo di intervenire. Anche se la crescita della pianta subisce una stasi prolungata è bene rinvasarla in un vaso più grande.
Questa operazione dovrebbe essere fatta ogni anno o quasi, richiede una certa cura soprattutto se le piante sono contenute in vaso invece che in cassette.
La stagione ideale per il rinvaso è generalmente la primavera, in particolare il mese di marzo, anche se alcuni consigliano l’inverno e molto dipende anche dalla specie della pianta in questione.
Per sapere quando è il periodo giusto per rinvasare non ci sono regole ferree, ma possiamo tenere d’occhio alcuni fattori. Il principale è la dimensione del vaso, che se è diventato troppo piccolo è bene sostituire. Sempre osservando il vaso, se le radici escono dal buco sul fondo è tempo di intervenire. Anche se la crescita della pianta subisce una stasi prolungata è bene rinvasarla in un vaso più grande.
i vasi giusti per le piante grasse
La scelta di un vaso di un certo materiale e delle giuste dimensioni è un fattore importante per la crescita delle piante grasse, ed è una delle tante cure che queste piante necessitano.
Materiali dei vasi
I vasi esistono in plastica, in terracotta e anche in metallo. La scelta migliore è quasi sempre la terracotta, ma è anche vero che molte piante grasse vivono e crescono benissimo anche in contenitori di plastica o di metallo.
Quelli in platica e metallo hanno l’inconveniente di essere impermeabili e di impedire la traspirazione, mentre quelli in terracotta hanno come svantaggio una più rapida evaporazione dell’acqua, perché questa avviene non solo attraverso la parte scoperta della terra ma anche da tutta la superficie del contenitore.
Dimensioni dei vasi
Ogni pianta deve avere il vaso giusto per le sue dimensioni. Non deve essere troppo piccolo perché le radici della pianta crescendo formerebbero degli intrecci inestricabili impedento il corretto assorbimento dell’acqua e portando la pianta al soffocamento. Non devono essere nemmeno troppo grandi perché se le radici della pianta rimangono troppo lontane dal fondo del vaso la terra in avanzo rischia di inacidirsi.
I vasetti in cui le piante grasse sono generalmente vendute (di solito piccoli e di plastica nera) sono adatti solo alla vendita. Per afforntare una coltivazione occorre trasferire le piante in vasi di almeno 10 centimetri; se le piante sono molto piccole se ne possono piantare più di una per vaso, e possiamo rinvasarle più avanti quando crescono.
Cassette
Una valida alternativa ai vasi sono le cassette: prima di tutto perché le piantine hanno a disposizione più terra, e quindi le radici possono assorbire meglio le sostanze. E poi dal punto di vista estetico risultano sicuramente migliori sia in casa che sui balconi.
Un ulteriore vantaggio è costituito dal fatto che se le piante sono ben sistemate non ci sarà bisogno di trapiantarle per diversi anni. Questo non è un vantaggio da poco, visto che molte piante grasse soffrono particolarmente i rinvasi e le specie più delicate ne possono persino morire.
È bene evitare l’acquisto di cassette in plastica, non sono molto robuste e si rompono presto. Conviene sceglierle in legno, in terracotta o in cemento leggero, con dimensioni variabili tra i 30-40 cm X 20-25 di profondità X 8-10 cm di altezza.
Si consiglia di non riempire la cassetta di terra fino all’orlo e distanziare bene le piante tra loro, a circa 10 cm di ditstanza l’una dall’altra.
Materiali dei vasi
I vasi esistono in plastica, in terracotta e anche in metallo. La scelta migliore è quasi sempre la terracotta, ma è anche vero che molte piante grasse vivono e crescono benissimo anche in contenitori di plastica o di metallo.
Quelli in platica e metallo hanno l’inconveniente di essere impermeabili e di impedire la traspirazione, mentre quelli in terracotta hanno come svantaggio una più rapida evaporazione dell’acqua, perché questa avviene non solo attraverso la parte scoperta della terra ma anche da tutta la superficie del contenitore.
Dimensioni dei vasi
Ogni pianta deve avere il vaso giusto per le sue dimensioni. Non deve essere troppo piccolo perché le radici della pianta crescendo formerebbero degli intrecci inestricabili impedento il corretto assorbimento dell’acqua e portando la pianta al soffocamento. Non devono essere nemmeno troppo grandi perché se le radici della pianta rimangono troppo lontane dal fondo del vaso la terra in avanzo rischia di inacidirsi.
I vasetti in cui le piante grasse sono generalmente vendute (di solito piccoli e di plastica nera) sono adatti solo alla vendita. Per afforntare una coltivazione occorre trasferire le piante in vasi di almeno 10 centimetri; se le piante sono molto piccole se ne possono piantare più di una per vaso, e possiamo rinvasarle più avanti quando crescono.
Cassette
Una valida alternativa ai vasi sono le cassette: prima di tutto perché le piantine hanno a disposizione più terra, e quindi le radici possono assorbire meglio le sostanze. E poi dal punto di vista estetico risultano sicuramente migliori sia in casa che sui balconi.
Un ulteriore vantaggio è costituito dal fatto che se le piante sono ben sistemate non ci sarà bisogno di trapiantarle per diversi anni. Questo non è un vantaggio da poco, visto che molte piante grasse soffrono particolarmente i rinvasi e le specie più delicate ne possono persino morire.
È bene evitare l’acquisto di cassette in plastica, non sono molto robuste e si rompono presto. Conviene sceglierle in legno, in terracotta o in cemento leggero, con dimensioni variabili tra i 30-40 cm X 20-25 di profondità X 8-10 cm di altezza.
Si consiglia di non riempire la cassetta di terra fino all’orlo e distanziare bene le piante tra loro, a circa 10 cm di ditstanza l’una dall’altra.
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