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video: fioritura di un cactus

Questo interessante video time-lapse mostra la fioritura di un cactus. Il video è stato realizzato con un apparecchio che scatta fotografie ad intervalli regolari; le fotografie vengono poi montate insieme in un video che mostra la fioritura accelerata.
E la fioritura di un cactus è un evento molto affascinante...

Leuchtenbergia principis

Leuchtenbergia è un genere composto da una sola specie, Leuchtenbergia principis, ed è una pianta originaria del Messico e molto particolare.
Ha una grossa radice a fittone ed una rosetta di tubercoli triangolari lunghi fino a 12 cm, simili alle foglie dell’agave. Il fusto con la crescita tende a diventare cilindrico e spoglio alla base, raggiunge al massimo i 50 centimetri.
I tubercoli sono verde-azzurro, con l’apice rossastro da cui spunta un’areola formata con spine lunghe, piatte e contorte.

La Leuchtenbergia ha bisogno di molto sole e di annaffiature diradate nel tempo. In inverno è bene ridurre ulteriormente le annaffiature, e anche se sopporta temperature basse è consigliabile ripararla dal gelo.
A causa della lunga radice necessita di vasi adeguatamente grandi.
Le piante che si sono ambientate da tempo possono essere concimate una volta l’anno, in primavera.
Si moltiplica da seme o da pollone.

Matucana

Queste piante originarie del Perù sono state scoperte piuttosto recentemente, ed inizialmente erano considerate parte del genere Echinocactus. Nel loro ambiente naturale crescono in mezzo alle rocce ed a quote piuttosto elevate.
I Matucana sono cactus piccoli e sferici con costolature suddivise in tubercoli, alcune specie hanno fitte spine, anche molto lunghe, altri invece hanno poche piccole spine.
I fiori spuntano all’apice della pianta e sono lunghi e di forma tubolare, che si aprono in corolle generalmente rosse.

Essendo piante provenienti dalle Ande sono difficili da coltivare in casa. Sopportano bene le basse temperature ma non l’umidità. In estate non amano troppo sole.
Si riproducono per seme, ma è difficile.

Matucana haynei

Matucana madisonorium


Lobivia

Il nome è un anagramma della Bolivia, paese da cui provengono queste piante. Sono cactacee globose o cilindriche, con costole e spine molto fitte, che raggiungono al massimo i 15 centimetri.
I fusti producono numerosi polloni ed in estate emettono fiori molto grandi e colorati.

Le Lobivia sono facili da coltivare, sopportano temperature basse in inverno ma non amano l’umidità.
In estate hanno bisogno di molta luce, e vanno annaffiate solo quando il terriccio è completamente asciutto, evitando i ristagni d’acqua.
È consigliabile concimarle regolarmente in estate con prodotti a base di fosforo diluiti e rinvasarle ogni anno.
lobivia wrightiana

lobivia silvestrii


Serra delle piante grasse, orto botanico di Praga

Ecco le altre foto della serra delle piante grasse dell'Orto Botanico dell'Università di Praga. Le altre le trovate in questo post. In quest'altro post la serra tropicale.

video: come rinvasare un cactus

Ecco un video molto interessante che ho trovato su Youtube, che mostra e spiega in dettaglio come rinvasare un cactus, e fornendo consigli utili per eseguire l'operazione al meglio e senza pungersi.
Il video è stato realizzato dal sito Giardinaggio.it , dateci un'occhiata, è una vera miniera di informazioni!

video: come favorire la fioritura dei cactus

Ecco un video di Youtube molto interessante ed utile, realizzato da Giardinaggio.it, che mostra e spiega come favorire la fioritura dei cactus, in particolare di quelli tenuti in casa.

Orto Botanico di Praga, Serra delle Piante Grasse

In occasione della mia vacanza a Praga ho visitato l'Orto Botanico dell'Università Karlova v Prahe.
Oltre ad un bellissimo parco ci sono alcune serre davvero interessanti, tra cui una dedicata ai pappagalli, una alle piante grasse ed una alle piante tropicali.
Ecco le prime foto della serra delle piante grasse, le altre sono in questo post. Qui quelle delle piante tropicali.

quando marciscono fusti e radici

Il marciume dei fusti e delle radici è il problema più frequente nelle piante grasse e può essere provocato da funghi o batteri. Colpisce più comunemente cactacee e mesembriantemi, e in caso di terriccio grasso e umidità diventa particolarmente aggressivo, e può essere fatale per le piante.
In questo caso è importante osservare bene le piante: non appena si notano macchie scure mollicce, magari vicino a qualche piccolo trauma, è necessario intervenire subito asportando le chiazze prima che si espandano.

Bisogna togliere il tessuto malato finchè non si arriva a mettere a nudo quello sano, sperando che l’infezione non si sia sviluppata anche alle radici. In questo caso la pianta è quasi sicuramente spacciata.
È importante disinfettare il coltello con alcool ogni volta che si esegue il taglio, per evitare che diffonda l’infezione.
Di solito nei cactus il marciume avviene alla base del fusto, ed è causato da un terriccio eccessivamente bagnato e troppo compatto, quindi è bene fare attenzione al drenaggio e al rinvaso.

Attenzione a non confondere il marciume con certe macchie brune che a volte compaiono alla base dei fusti: quelle sono spesso provocate da scottature solari, poca ventilazione o semplicemente dalla vecchiaia.
Per riconoscerle è sufficiente controllare che non si espandano. Queste macchie possono essere lasciate perché sono innocue, anche se rendono meno belle le piante.

parassiti e malattie delle piante grasse

Fortunatamente le piante grasse non subisco gravi attacchi da parte di parassiti e non vengono solitamente colpite da devastanti infezioni.
Come tutti gli organismi viventi però devono trarre il meglio dall’ambiente in cui vivono, perciò bisogna porle al riparo da eventuali malattie.
Comunque anche le piante grasse possono essere soggette a parassiti, funghi o batteri vediamo quindi quali sono i pericoli più seri e quali possono essere i rimedi da adottare.

cocciniglie

Le cocciniglie sono senza dubbio tra i parassiti più fastidiosi. Esse si nutrono della linfa della pianta e, oltre che a danneggiarla sottraendole sostanza vitale, lasciano sulla pianta gli escrementi, che frequentemente diventano l’habitat naturale di muffe o funghi.
Per identificare le cocciniglie che si sono insediate sul fusto o sulle foglie è sufficiente osservarle con attenzione: le parti attaccate dal parassita rimangono ricoperte da una caratteristica lanugine biancastra. A seconda di quante sono le cocciniglie possiamo scegliere di toglierle con leggere spazzolate (un normale spazzolino da denti è più che sufficiente) oppure utilizzando insetticidi specifici. Spesso a base di fosforo, comunemente reperibili.
Le cocciniglie attaccano anche le radici delle piante, quindi in occasione del rinvaso è bene ricordarsi di controllare che le radici siano sane.

Il ragnetto rosso

Il ragnetto rosso è un piccolo acaro, talvolta invisibile all’occhio umano, che infesta le piante lasciando delle macchie color ruggine. Di solito attacca le piante soltanto all’apice, la parte più tenera, e provoca danni piuttosto gravi, perché crescendo le piante formano delle screpolature sulla superficie.
È un parassita che non ama l’umidità quindi si trova bene sulle cactacee. Si combatte con prodotti specifici (acaricidi).

afidi


Gli afidi ttaccano soprattutto i fiori delle piante, sono verde scuro e lasciano le parti colpite ricoperte di incrostazioni che non è possibile poi rimuovere.

Le formiche non provocano grandi danni, però asportano i semi dei vegetali e possono essere vettori di altre malattie e parassiti.

Le anguillule sono dei piccoli vermi nematodi delle dimensioni di circa 1 millimetro. Si insediano dentro alle radici e le fanno morire.
Non sono facili da individuare, ma le radici colpite formano dei noduli caratteristici. In caso di infestazione di anguillule è bene rimuovere tutta la terra e buttarla via, disinfettare il vaso a trattare la pianta con uno specifico antiparassitario.

Ferocactus

I Ferocactus sono piante originarie del Messico e degli Stati Uniti sud-occidentali. Sono piante di forma globosa, che tendono a diventare cilindriche con la crescita, e che possono raggiungere dimensioni notevoli: nel loro habitat possono raggiungere i 3 metri d’altezza con un diametro fino a 60 cm.
Le areole sono dotate di numerosissime spine appuntite, grosse, e ricurve, spesso colorate. A volte la spina centrale è uncinata.
I fiori spuntano all’apcie della pianta. Di solito si consiglia di mantenerle in vasi di 12 centimetri di diametro massimo, se si desidera vederli fiorire.

Non sono piante difficili da coltivare se vengono esposte a lungo alla luce solare e se si osservano le precauzioni comuni alla coltivazione di tutte le specie di cactacee originarie di regioni desertiche. Quindi sospensione delle annaffiature in autunno e inverno, e poche annaffiature in estate (solo quando il terriccio è completamente asciutto). Vogliono poche concimazioni con concime molto diluito nel periodo vegetativo.
Nonostante le attenzioni queste piante nel nostro clima difficilmente fioriscono, perché la loro crescita è lentissima e producono fiori sono una volta raggiunti almeno i 30 cm di altezza.

Ferocactus Acanthodes

Ha forma colonnare (allo stato selvatico puà raggiungere anche i 2 o 3 metri, coltivata arriva a 30 cm). Ha grosse spine che vanno dal rosa al rosso brillante, e la spina centrale dell’areola è uncinata. I fiori sono di colore giallo o arancio.

Gymnocalycium

I Gymnocalycium sono cactus diffusi in Argentina, Paraguay, Uruguay e Brasile meridionale, ed in natura possono diventar piuttosto grossi, mentre se coltivate rimangono di piccole dimensioni (diametro fino a 15 cm). Hanno fora globosa con coste sporgenti e arrotondate; sono caratterizzate da un solco che forma una specie di gibbosità sotto ogni areola. I solchi possono essere regolari o irregolari, formando gibbosità arrotondate, a volte tubercoli, a volte creste e ondulazioni trasversali. Le spine sono ricurve.
I fiori sono grandi, rosati o a volte gialli, caratterizzati da un tubo liscio o ricoperto di squame morbide, e spuntano in primavera.
I Gymnoclycium ioriscono facilmente anche in interno se gli si assicurano almeno quattro ore al giorno di luce solare diretta o comunque molte ore di luce brillante.
Nelle notti invernali la temperatura non deve scendere sotto ai 10 °C. necessita di un’unica concimazione all’anno con concime da cactus.
Temono l’eccessiva umidità e sono piuttosto delicati; per questo spesso vengono coltivati su portainnesti (di solito del genere Cereus), specialmente nelle varietà colorate.

Gymnocalycium Denudatum

È una pianta globosa, depressa al centro, di colore verde scuro. Ha 5-7 coste arrotondate. Dalle areole spuntano spine radiali gialle lunghe e ricurve, simili a zampe di ragno. I fiori sono bianchi o rosa pallido.

Gymnocalycium Mihanowichii

È un cactus molto piccolo (diametro 4-5 cm) di colore verde rossiccio, con 8 coste e sottili striature trasversali. Ha spine lunghe e ricurve.
I fiori sono lunghi circa 4 cm, a forma d imbuto di colore giallo-verdino con sfumature rosa. Molto diffuso nelle varietà prive di clorofilla, di colore giallo vivo o rosso, che per vivere devono essere innestate su soggetti verdi e robusti.
Queste piante rimangono comunque molto delicate, per vivere e mantenere inalterati i colori hanno bisogno di molta luce diretta, ma d’estate temono il sole troppo forte.

Epiphyllum


Si tratta di piante ibride, selezionate dai coltivatori incrociando i cactus del genere Epiphyllum con epifiti della foresta umida sudamericana, molto delicati e inadatti al cima delle serre di piante grasse.
Sono piante cespitose, che prsentano fusti cerosi, piatti o ritorti, simili a foglie spesse e allungate. I fusti, non sempre eretti ma anche ricadenti, sono lunghi fino a 90 centimetri e presentano margini dentellati o crestati, nei quali si trovano le areole lanose, con poche spine setolose o del tutto prive. Le areole sono piuttosto rade.

Gli Epiphyllum sono molto coltivati per la loro abbondante fioritura.
Preferiscono la luce solare indiretta o filtrata e non tollerano le basse temperature. Il terriccio deve essere ricco e sempre umido, diversamente dalla maggior parte delle piante grasse, che anche d’estate vanno bagnate solo quando il terriccio è ormai asciutto.
Hanno bisogno di un periodo di riposo invernale, poi, quando cominciano ad emettere boccioli, vanno concimati regolarmente.
Si moltiplicano per talea.


Epiphyllum Guatemalense Monstruosa

Espostoa

Le Espostoa sono piante originarie del Perù e della Bolivia, erette, semplici o ramificate, generalmente rastremate verso il basso. Hanno coste numerose e poco evidenti, fittamente punteggiate di areole da cui spuntano numerose spine morbide e setose; sono ricoperte da lunghi peli bianchi e molli che conferiscono loro un aspetto lanoso. Sotto ai peli il fusto è verde.
A volte la spina centrale è dritta e lunga, altre volte resta nascosta nella peluria. In alcune specie i peli si trovano solo nel cefalio, che compare su un lato del fusto vicino all’apice.

I fiori che spuntano lateralmente sono a forma di campanule con il tubo molto allungato. Nel loro habitat le Espostoa arrivano a raggiungere i 4 metri di altezza; coltivate raggiungono i 90 centimetri circa.
Le Espostoa crescono bene sia in pieno sole sia riparate. Hanno bisogno però ogni giorno di molte ore di luce.
D’inverno la temperatura non deve scendere al di sotto dei 7 °C di notte, di giorno dovrebbe restare intorno ai 15°C.
Annaffiare con attenzione e interrompere totalmente le annaffiature in inverno.
Espostoa Lanata

Espostoa Melanostele


Innesto delle piante grasse

Ecco delle semplici istruzioni su come innestare le piante grasse, in particolare le cactacee. L'unico strumento di cui avrete bisogno è un coltello ben affilato.


Innesto a spacco o a fenditura
Viene praticato quasi esclusivamente su piante dal fusto allungato e sottile, oppure appiattito, come ad esempio Epiphillum o Aporocactus. L’esecuzione è semplice, bisogna però usare un coltello ben affilato e fare attenzione a non sfilacciare le parti tagliate.
Si esegue un taglio orizzontale sulla pianta, cioè lo si recide all’altezza decisa, e quindi lo si taglia nuovamente in senso verticale nella zona dei fasci. Si sceglie la marza, la si taglia a cuneo e la si inserisce nel taglio della pianta facendo combaciare i fasci dei due soggetti.
È sempre bene lasciare il taglio sul fusto un po’ stetto in modo che la marza, per essere innestata, sforzi leggermente.
Successivamente si tengono fermi i due elementi per qualche giorno con l’aiuto di spine, aghi o elastici, finchè non si sono cementati. Negli innesti di piante grasse non si mai assolutamente il mastice per far saldare le due parti tra loro

Innesto per sovrapposizione o orizzontale

L’unica differenza rispetto al precedente è costituita dal taglio verticale: in pratica si esegue il taglio orizzontale su una parte verde (e quindi in vegetazione) del fusto lasciando liberi i fasci. Si prepara poi la marza allo stesso modo e la si sovrappone al fusto già tagliato.
Le due parti possono essere tenute insieme da elastici che vanno fatti passare sotto al vaso.

Dopo l’innesto
Una volta eseguito l’innesto bisogna porre le piante al riparo dalla luce diretta, in un luogo caldo e riparato fino a quando i tagli si saranno asciugati.
Per capire quando è il momento di togliere gli elastici bisogna osservare i tessuti cicatrizzati, che dovranno essere un pochino rigonfi e sollevati; questo significa che le piante hanno attecchito.
Molto spesso bastano pochi giorni di attesa per capire se l’innesto è andato a buon fine, ma per le piante più legnose possono volerci anche 25-30 giorni, perciò bisogna avere pazienza.


Altre informazioni sull'innesto in questo post.





Echinopsis


Gli Echinopsis sono piante sudamericane che provengono dalla Bolivia, Argentina e Brasile con fusti globosi che tendono a diventare cilindrici crescendo. Hanno coste dritte che sui margini hanno areole lanose abbastanza rade, dalle quali spuntano ciuffi di 10-15 spine dritte con le punte più scure. Possono raggiungere i 25-30 centimetri di altezza.

Gli Echinopsis fioriscono fin da giovani producendo fiori bianchi o rosa a forma di imbuto, molto grandi e lunghi; sbocciano di notte e durano soltanto il giorno successivo. Spesso i fiori sono anche profumati, e la pianta fiorisce dalla primavera fino alla fine dell’estate.
L’Echinopsis è un cactus delle zone aride, quindi richiede una posizione molto soleggiata e poche annaffiature.

Necessita di un periodo di riposo invernale con temperature comprese tra i 14°C e i 18°C e pochissima acqua. Dopo questo periodo, una volta arrivata la primavera si può concimare con un concime specifico per cactus per stimolare la fioritura.
Si riproduce grazie ai numerosi polloni che spuntano alla base del fusto, ma anche per seme e per talea.

Echinofossulocactus o Stenocactus

Originario delle montagne del Messico, questo cactus ha forma globosa, è piuttosto piccolo raggiunge al massimo i 15 centimetri, ed è caratterizzato da numerose coste molto sottili e ondulate, ed è proprio l’andatura ondulata delle coste la caratteristica che caratterizza gli Echinofossulocactus.

Le areole sono abbastanza diradate e si trovano lungo le creste delle coste e portano spine di diverso tipo sulla stessa pianta: di solito sono chiare, lunghe e lievemente ricurve; quelle radiali sono più sottili. Quelle centrali invece sono più lunghe e dure, appiattite a forma di lama.

Negli Echinofossulocactus i fiori spuntano all’apice della pianta e sono di colore bianco.
Questi cactus vogliono un esposizione soleggiata e molte ore di luce anche in inverno, ma temono l’umidità e le temperature basse.
Si riproducono per seme e per polloni.

Echinocactus


Gli Echinocactus sono comunemente chiamati anche “cuscino della suocera”, e sono originari dei deserti messicani e del sud-ovest degli Stati Uniti.
Sono piante dalla forma globosa, poco allungate e con molte coste ben pronunciate. Le areole sono allineate sui margini delle coste, e portano da 6 a 10 spine lunghe e robuste, molto appuntite.
I fiori spuntano formando una corona intorno all’apice della pianta.
Gli Echinocactus vogliono molto sole, ma se vengono coltivate in vaso durante l’estate è opportuno schermarle dal sole diretto di mezzogiorno, perché possono bruciarsi.
Di inverno la temperatura deve rimanere al di sopra dei 5°C durante la notte.
Questa pianta non ama l’eccesso d’acqua, e va innaffiata solo in estate quando il terriccio è completamente asciutto. Nelle altre stagioni non va bagnata.
Gli Echinocactus si possono concimare con poco concime a base di fosforo molto diluito.

Echinocactus grisonii

Echinocactus grisonii è una specie globosa, con coste molto in rilievo e spine gialle, l’apice della pianta, dove spuntano i fiori, è lanoso.
I fiori spuntano a corona e sono gialli, con petali duri e appuntiti. La pianta fiorisce soltanto quando ha raggiunto la completa maturità, e poiché queste piante crescono molto lentamente, la fioritura avviene solo dopo molti anni.
Se protetta dell’eccesso di umidità è una pianta molto resistente e può raggiungere notevoli dimensioni, fino a 1-2 metri di diametro e 90 cm di altezza.

Echinocactus grisonii






Echinocereus


Gli Echinocereus sono cactus provenienti dal Messico e dagli Stati Uniti sud-occidentali. Sono piante piccole e che possono formare cesti molto fitti, a volte anche con rami striscianti, ma possono anche avere un solo fusto cilindrico. Possono raggiungere un’altezza di circa 40 centimetri.
Gli Echinocereus fioriscono già pochi anni dopo la nascita e hanno fiori grandi e colorati, molto spettacolari.
Gli Echinocereus in estate vogliono poca acqua e molto sole. In inverno invece vogliono pochissime annaffiature e poco caldo.
In primavera si può stimolare la fioritura concimando con un concime a base di fosforo molto diluito.
Si riproducono per talea (lasciando asciugare il taglio per qualche giorno) e per seme.

Echinocereus pectinatus

Generalmente è una pianta a fusto semplice, cilindrico e piuttosto tozzo, alto circa 10-15 centimetri.
Presenta coste dritte con file regolari di areole con spine radiali disposte in modo simmetrico, conferendo alla pianta un aspetto molto caratteristico. Le spine possono variare dal rosa al bianco al violaceo,e spesso cambiano colore a seconda della stagione.
Produce grossi fiori rosa, lucidi e profumati che possono raggiungere gli 8 centimetri di diametro.


Echinocereus Engelmannii


È una pianta caspitosa, che produce gruppi di numerosi fusti che raggiungono anche i 25 cm di lunghezza e un diametro di 5 cm, con numerose coste ricoperte di spine molto lunghe, dritte e appuntite, bianche, gialle o rosa. I fiori sono color rosso porpora e hanno un diametro di 7 centimetri.

Coryphantha

I cactus Coryphantha sono originari dei deserti americani, e somigliano alle Mammillaria, ma si differenziano da esse perché i fiori spuntano all’apice anziché intorno alla pianta.
Hanno spine lunghe e robuste che si dipartono a raggiera dall’areola.
Questi cactus hanno radici a fittone piuttosto lunghe che scendono in profondità, quindi necessitano di vasi abbastanza profondi.

I fiori di Coryphantha sono formati da tubercoli più o meno pronunciati. Ognuno di essi porta un’areola con un ciuffo di spine disposte in maniera simmetrica. I fiori di solito sono di colore giallo.

I Coryphantha vogliono molto sole e non amano l’eccesso di annaffiature. La temperatura deve rimanere sopra ai 4°C.

coryphantha elephantipes

coryphantha colymoides

coryphantha clavata

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